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Local artists

Local artists, rassegna ormai di tradizione nel programma del festival, comprende una scelta tra le più attuali produzioni di filmmakers locali, a confermare il fatto che l’Alto Adige è una terra di talenti anche in campo cinematografico.

Come Karl Prossliner che, con “Mitten im Jubiläum”, al fesival racconta due artisti sudtirolesi: il poeta Hansjörg Waldner e il pittore Hubert Scheibe e il loro ritorno nella città di Merano.

Mentre Dietmar Gamper e Linda Röhl,con “Hinter die Spiagl”, una commedia di impostazione teatrale, parlano del fantastico sogno della studentessa Ljuba in  un mondo fatto di cartone dipinto che ispira il suo amico, nonché insegnante di musica, Engelbert.

Con Otto Licha e  “Corradini “, il regista parte dagli anni Cinquanta, quando erano ben 13 i negozi di stoffe che si facevano concorrenza nel centro storico di Bolzano e oggi ne è sopravvissuto uno soltanto: Corradini.

Il regista Hannes Lang, con “Plindern” , osserva invece e documenta la quotidianità dei nonni, una vecchia coppia di contadini.

Con “Storie di terre e d’acqua: Adige Etsch”, il regista Vittorio Curzel traccia un cammino lungo le rive del fiume Adige, dalla foce, nel parco del Delta del Po, alle sorgenti nei pressi del Passo Resia, attraversando territori, paesaggi, lingue e culture diverse.

Si sposta nel novembre del 1966, la partenza del racconto di Helmut Lechthaler e Sebastian Marseiler  che con “Tage der Verwüstung”, partono da quando  mezza Italia finì sott’acqua e l’Alto Adige venne colpito da piogge e distruzione.

Gli  autori Astrid Kofler e Helmut Lechthaler , in “Rita Pernter “, tracciano il ritratto della contadina centenaria Rita Perntner di Trodena (in Alto Adige) e del suo maso “Wastlköckhof”.

Con “Herbert Pixner – Welche Volksmusik meinen Sie?“ , Barbara Weber documenta la vita del musicista Herbert Pixner, un multitalento dall indole ribelle e molto determinata.

Autore più volte presente al festival, Philipp Pamer, con il documentario  “Timmelsjoch – Wenn Grenzen verbinden” quest’ann lo spettatore lungo la strada di Passo Rombo, che collega dal 1968 l’austriaca valle di Ötz con la Val Passiria, in Alto Adige, punto di partenza di un racconto sull’importanza delle vie di comunicazione nelle Alpi e il loro significato per gli abitanti di quei luoghi.

Tornando a Bolzano, Carlo Magaletti, con “Beato Arrigo da Bolzano – Il patrono dimenticato” , parte dal Duomo della città capoluogo, dove è custodita un’imponente teca di cristallo contenente delle reliquie del Beato Arrigo da Bolzano, personaggio del 1300, uno dei “santi” più documentati dell’epoca.

La rassegna si chiude in giallo, con il corto di Lisa Maria Kerschbaumer “Der Geschichtensammler “, dove un serial killer arrestato si trova di fronte alle domande di una poliziotta fredda e determinata.

Anche questa rassegna del festival è stata possibile grazie al sostegno di istituzioni e sponsor quali la Provincia autonoma di Bolzano, la Città di Bolzano, Alperia, la Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, l’Azienda di Soggiorno di Bolzano ed Euregio.

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